Abbigliamento ciclismo invernale: cosa indossare dalla partenza alla discesa
Nel ciclismo invernale non esiste un capo giusto per tutta l’uscita: in salita si suda, in discesa si gela, e l’abbigliamento deve adattarsi a ogni fase. La soluzione è vestirsi a strati e saperli aprire, chiudere e togliere strada facendo. A 0 °C la temperatura percepita va da circa -3 °C in salita a circa -8 °C in discesa: ecco cosa indossare e come gestirlo dal primo all’ultimo chilometro.
Prima di partire: guardare la temperatura percepita
Il termometro dice solo metà della verità. Il vento creato dalla bici abbassa la temperatura percepita, e l’effetto cresce con la velocità. Applicando la formula del wind chill a una giornata a 0 °C:
- in salita, a 10 km/h, si percepiscono circa -3 °C;
- in pianura, a 30 km/h, circa -6 °C;
- in discesa, a 50 km/h, circa -8 °C.
Il vestiario va quindi pensato per la discesa, ma deve poter respirare in salita. Prima di uscire conviene controllare anche il vento previsto: se è contrario sulla via del ritorno, il freddo arriva quando si è già stanchi. Per lo stesso motivo un solo capo pesante funziona peggio di tre strati leggeri: non si può aprire a metà salita.
I primi dieci minuti: partire leggermente infreddoliti
Chi esce già caldo dal portone suderà dopo un quarto d’ora. Il primo strato è quello che decide il comfort di tutta l’uscita: un intimo tecnico aderente che porti il sudore lontano dalla pelle. La lana merino ha fibre di 20 micron di diametro o meno, quindi non punge e resta calda anche da umida; il sintetico asciuga più in fretta ed è adatto alle uscite brevi e intense.
Un esempio è la maglia intimo in lana merino a manica lunga di Gist. Sopra vanno una maglia termica e, sotto i 5 °C, una giacca invernale antivento. Il cotone resta a casa: si bagna e non asciuga. Anche il ritmo conta: i primi chilometri vanno fatti con calma, senza scatti, così il corpo si scalda gradualmente e si suda meno.
In salita: far uscire il calore
In salita la velocità scende, il vento quasi sparisce e il corpo produce più calore. È il momento di aprire la zip della giacca, abbassare lo scaldacollo e, se la salita è lunga, togliere il gilet. Manicotti e gambali sono utili proprio qui: si arrotolano o si sfilano senza fermarsi del tutto e occupano poco spazio nelle tasche posteriori. L’obiettivo è arrivare in cima asciutti, non bagnati di sudore. Nelle uscite lunghe con sosta al bar, chi suda molto può tenere in tasca un intimo di ricambio: cambiarsi prima di ripartire evita di affrontare la discesa con la schiena bagnata.
In discesa: chiudere tutto
Lo scollinamento è il punto critico: si passa da uno sforzo intenso a dieci o venti minuti quasi fermi a 50 km/h. Prima di scendere vanno richiuse zip e colletto e indossato il gilet o una giacca antivento leggera. In discesa soffrono soprattutto le estremità, perché con il freddo il corpo riduce il flusso di sangue verso mani e piedi per proteggere gli organi interni:
- Mani: guanti invernali antivento sul dorso, ma non così spessi da rendere imprecisa la frenata.
- Piedi: calze alte e copriscarpe, perché le scarpe da bici sono ventilate.
- Testa: sottocasco o cuffia sottile per fronte e orecchie, scaldacollo alzato sul viso.
Sotto lo zero vale la pena di passare a guanti più imbottiti e a una giacca antivento anche sulle maniche, non solo sul petto.
Al tramonto: farsi vedere
D’inverno il buio arriva presto e capita di rientrare con poca luce. L’articolo 182, comma 9-bis, del Codice della Strada obbliga i ciclisti a indossare il giubbotto o le bretelle retroriflettenti ad alta visibilità fuori dai centri abitati, da mezz’ora dopo il tramonto a mezz’ora prima dell’alba, e in galleria. Servono anche luci adeguate: una guida spiega quanti lumen servono per le luci della bici in inverno e cosa dice la legge. Aiutano anche i capi fluo e gli inserti riflettenti su caviglie e polpacci, perché il movimento delle gambe rende il ciclista più riconoscibile per chi guida.
Dove comprare l’abbigliamento invernale da bici
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Conclusione
Vestirsi bene per il ciclismo invernale significa pensare all’uscita intera: partire leggermente infreddoliti, aprire gli strati in salita, chiudere tutto prima della discesa e proteggere mani, piedi e testa. Il capo più importante resta l’intimo, perché se si resta asciutti il freddo si gestisce.
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